“Rinviato” il rinvio dei Lombardo

di Fernando M. Adonia da www.cataniapolitica.it

I giocatori in campo sono tre: Raffaele Lombardo, la procura di Catania e Gioacchino Genchi, il super perito di intercettazioni e alta tecnologia. É di sabato la notizia che sul tavolo del “facente” procuratore capo Patané sarebbe ponta la richiesta di rinvio a giudizio per i fratelli Lombardo per concorso esterno in associazione mafiosa. A firmarla sarebbero quattro dei sei pm incaricati dell’inchiesta Iblis. La procura conferma l’esistenza del documento, ma si attende, per rendere effettivo il rinvio a giudizio dei due esponenti autonomisti, la firma dello stesso Patanè. Il quale, da più parti, si ritiene essere in linea col la linea “archiviazionista” del suo predecessore D’Agata. I termini per la conferma del procedimento scadranno il 3 Novembre.

Per Lombardo tale notizia rappresenterebbe l’ennesima “fuga” ai suoi danni. Uscita ad arte per condizionare l’esito del voto amministrativo in atto. In particolare questa informativa dovrebbe condizionare la base democratica, non ancora del tutto convinta rispetto alla convergenza alla regione con gli autonomisti.

Intanto viene tirato in campo Gioacchino Genchi. A lui il tentativo di dimostrare che Raffaele Lombardo non ha mai avuto i rapporti con i boss e che il famigerato incontro notturno con Rosario Di Dio, attualmente in carcere in seguito all’operazione Iblis, non sarebbe mai accaduto. “Da me all’una e mezza di notte è venuto ed è stato due ore e mezza, qua da me… si è mangiato sette sigarette”. Secondo le rilevazioni sui posizionamenti dei cellulari, quella notte, il telefonino di Lombardo si sarebbe trovato a 100Km di distanza dalla casa del boss affiliato al clan Santapaola. ”Penso di non dovere aggiungere alcunché sulla professionalità del dottore Genchi – ha riferito il leader autonomista – di cui si è pure servita anche di recente la magistratura di Catania: dal processo per la costruzione del nuovo ospedale Garibaldi di Nesima a quello di mafia conclusosi con una sentenza di condanna emessa qualche settimana fa dal Tribunale etneo”.

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