Primarie si, ma dove sono i partiti?

di Fernando M. Adonia – da www.cataniapolitica.it

Primarie pdl? Ma si, primarie ovunque. La proposta di Giuseppe Castiglione, presidente della provincia regionale di Catania e collega di Domenico Nania nel coordinamento del pdl siciliano, è davvere degna di nota. Sicuramente intercetta un sentire decisivo dell’elettorato attuale. Una formula vincente.  Come dimostrano le elezioni di Pisapia a Milano, ma anche la riconferma di Vendola in Puglia l’anno scorso con l’apertura pure di una “fabbrica” elettorale analisticamente interessante. Tutto ciò a dispetto degli “inciuci” dalemiani.

Però c’è un però. Le primarie possono divenire uno scivolone populista incontrollabile. Esse vanno regolamentate seriamente. Ma prima ancora, va disegnato il modello di partito entro cui esse devono adagiarsi. Le primarie presuppongono un modello di partito ad alta vocazione maggioritaria, dove esse sono un organo tanto importante quanto congresso e segretario. Il pdl, come il pd, esco sconfitti da questa tornata perché non hanno sciolto al cento per cento i paradigmi della propria vocazione. Nel senso ciò che il pd ad esempio, nel tenersi costantemente aperto alle logiche di coalizione, ha sminuito sé stesso. Non ha creduto alla propria autosufficienza, cadendo preda delle sue ali,  sel e idv, capaci invece di comunicare un’idea più netta della propria identità. In un ottica di partito realmente maggioritario, il pd avrebbe dovuto favorire lo sviluppo al proprio interno di due correnti ben visibili, l’una più di sinistra e l’altra più legalitaria. Cosa che non è avvenuta neanche alla lontana. Il pd paga anche lo scotto di aver un leader che non crede nella logica delle leadership. Bersani, per utilizzare il lessico ecclesiale, crede più nella “collegialità” che nel “primato”. Male.

Napoli, Milano e Cagliari dimostrano ulteriormente che la personalizzazione della politica oggi è un dato imprescindibile. Qui si parla d’identificabilità. Più si procede nell’ottica della democrazia partecipativa, più il demos necessita di riconoscere le proprie guide.

Per quanto riguarda il pdl la situazione ha dei fattori differenti, ma ugualmente allarmanti. La sconfitta è evidente, anche se il partito azzurro in Sicilia ha retto con grossa agilità. Qualcuno ricorderà le elezioni comunali a Catania del 2005, quando Berlusconi puntò tutto sulla rielezione di Scapagnini. Sotto l’Etna sarebbe potuto cadere il governo. Milano oggi è  la Catania di allora. Forse qualcosa in più, visto che la città ambrosiana non solo rappresentava una roccaforte azzurra, ma anche la capitale culturale del modello politico e umano berlusconista. Napoli avrebbe dovuto rappresentare il trionfo del governo del fare. Altra botta invece. Il problema è ancora partitico.

Il partito, su tutto il suolo nazionale, non ha ancora una forma istituzionale. È oggi la somma del vecchie sezioni e delle nuove segreterie. Non vi è nulla di organico. Di certo c’è solo il leader. E le decisioni vengo prese esclusivamente dai ras. Il quali non sempre sono in sintonia. Ed ecco che  l’ex  del predellino è frammentato su tre fronti: pdl, fli, fds. Le primarie potrebbero essere una soluzione organica interessante. Evidentemente, l’apertura di Castiglione ha un doppio valore: sia per la sua nota mitezza che per la sua vicinanza ad Angelino Alfano, prossimo coordinatore unico del pdl. Quindi l’argomento è davvero sul piatto della bilancia del premier. Che non sia però una trovata demagogica. Intanto però il pdl potrebbe ripartire da un atteggiamento più sobrio su temi quali la giustizia, la legalità e la moralità.

Ma non dimentichiamo il partito di Lombardo. L’autonomia, stracciando l’alleato democratico alle ultime amministrative, è in Sicilia la vera alternativa al pdl. Anche loro sono stati tentati dalla mela delle primarie. Lino Leanza ne era l’alfiere. Se ne sarebbe dovuto discutere entro la primavera di quest’anno, ma nada de nada. Che vuol dire dunqe. Che le primarie sono facili a farsi ma difficili a gestirsi. E Lombardo, da politico navigato, senza le giuste precauzioni, non va da nessuna parte.

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