Autonomia, impressioni evolute.

di Fernando Massimo Adonia

Soddisfazione in casa Mpa a chiusura della prima giornata di lavori dell’assemblea regionale autonomista. Il movimento  fondato da Raffaele Lombardo è giunto ormai alla sua“naturale evoluzione”: “costituire un partito di lotta e di governo”. Sono centinaia e centinaia i militanti convenuti da tutta la Sicilia e dalla Calabria. Gli interventi sul palco sono fitti e scandiscono l’agenda di tutta la mattinata. Il ritratto è quello di un partito forte nei numeri, ma poco chiaro sui contenuti. Poche volte scattano applausi entusiasti. Le parole d’ordine “autonomia” e “indipendenza” lasciano indifferenti i presenti. Altro che Pontida del sud. Gli autonomisti applaudono a macchia di leopardo. I vari gruppetti fanno la claque esclusiva ai propri ras di riferimento. Ma c’è spazio anche per momenti toccanti. Come quando Maria Falcone, presidentessa dell’associazione per la difesa dell’ambiente e della salute prende la parola per chiedere maggiore attenzione sui malati di tumore. Ovviamente, la parte più attesa della giornata è il pomeriggio. A quando cioè inizia il turno degli ospiti. Lo spazio è quasi tutto per gli alleati al governo della regione. Carmelo Briguglio e Puccio La Rosa per Futuro e Libertà; Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo, Beppe Lumìa in rappresentanza del Pd non bianchista. Presente anche una pattuglia tecnica: Centorrino e i due assessori Russo. C’è un piccolo ritaglio anche per le cravatte arancio-Miccichè di Salvo Fleres e Michele Cimino. Di pidiellini leali al Cav neppure l’ombra. Ma a infiammare e dividere la platea è Lino Leanza, il numero due autonomista e cuore politico del partito. Per lui applausi e fischi. Vuole lo scioglimento delle correnti del partito e si dice “indisponibile” a ricoprire nuovamente incarichi nel partito. Alla fine però arriva la standing ovation e un abbraccio liberatorio con il leaderissimo di sempre Raffaele Lombardo. Che dire del presidente della Regione: ha presieduto l’intera giornata con prestazioni più vicine alla macchina che all’uomo: un mistero energico-politico sui cui gli esperti devono ancora pronunciarsi.

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