Un codicillo salva Lombardo in aula

di Fernando M. Adonia

Massimo Russo si salva al 90esimo. O meglio al 101esimo. Si, è proprio così. Ovviamente non si parla di numeri calcistici, ma di un articolo del regolamento dell’ Ars, tirato in gioco da Francesco Musotto (mpa) e Antonello Cracolici (pd), che ha permesso di far slittare a settembre il voto di censura ai danni del giudice-assessore alla sanità siciliana. Saltato dunque il voto in aula di ieri  e il relativo dibattito sulla cosiddetta Riforma-Russo.

Reazione piccata di Innocenzo Leontino, capogruppo del pdl all’ars e titolare dell’iniziativa di sfiducia ai danni dell’ex magistrato. “Questo scudo a favore dell’assessore alla Salute è inammissibile e vergognoso. Sono state violate le regole. Hanno impedito l’esercizio democratico dei diritti dell’opposizione. Russo fugge e chiede alla maggioranza di difenderlo. E’ la conferma del bilancio fallimentare del governo e della politica sanitaria e dell’assenza nella maggioranza delle condizioni politiche per affrontare questa mozione”.

Parole dure anche quelle di Salvino Caputo, presidente della commisione ars all’attività produttive: “Da questo momento è interrotto ogni dialogo con governo e maggioranza. Non faremo passare più nemmeno una carta. Alla prossima seduta ci siamo già iscritti tutti per parlare. Oggi è stata mortificata la nostra dignità di parlamentari”. Si fa sentire pure Gianfranco Miccichè, ledear degli arancioni di Forza del Sud: “Massimo Russo l’ha fatta franca ancora una volta, sfuggendo alle proprie responsabilità e a trincerandosi nel silenzio. Una squallida manovra d’aula e di chi la guida”.

Sul versante Pd non manca lo scudo di Antonello Cracolici, che dal suo blog fa sapere: “Diciamo la verità: a questo centrodestra non importava nulla della sanità e della salute dei siciliani, l’unico obiettivo era colpire l’assessore Massimo Russo e con lui il governo regionale, sperando di far leva su qualche maldipancia da poter fare emergere con il voto segreto. Di fronte a questa ‘imboscata’ ci siamo opposti con uno strumento previsto dal regolamento parlamentare, tanto è vero che proprio il centrodestra lo ha utilizzato dieci anni fa in occasione di un’altra mozione di censura”.

Si dice sereno invece il diretto interessato, Massimo Russo: “Forse la mozione di censura non era lo strumento più adatto per discutere della sanità siciliana”. Appunto per questo l’ex togato ritiene “che opportunamente sia stato rinviato il dibattito sulla riforma visto che siamo impegnati in Conferenza delle Regioni per ottenere quello che spetta alla Sicilia. Siamo consapevoli delle carenze ancora presenti nella sanità siciliana, ma ricordiamoci che la regione esce da un piano di rientro”.

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