Arrivano i fondi, manca il Futuro

Di Fernando M. Adonia da http://www.cataniapolitica.it del 5 Agosto

Sbloccati i fondi fas per il tratto ferroviario veloce  che dovrà collegare Catania e Palermo. Con esso fondi anche per altre opere utili allo sviluppo economico e sociale della Sicilia. Soldi pure per la cassa integrazione del comparto formazione della Regione Siciliana. Una boccata d’ossigeno generale. Miccichè esulta, Lombardo tira un sospiro di sollievo mentre Angelino Alfano si sente –sempre di più – l’ago della bilancia della politica italiana, capace di dirottare verso il sud quei liquidi che negli ultimi  tre anni, sotto la spinta padano-temontese, hanno sempre puntato verso settentrione.

 

Meglio così. E pensare che siamo sotto “crisi”, con i mercati che sfiduciano l’Italia e l’elettorato il governo, almeno secondo una lettura a bocce ferme dell’ultima tornata amministrativa. Ma la crisi non finirà mai, questo è il dato amaro. Almeno fino a quando la coscienza della politica europea verrà delegata alle agenzie di rating, capaci a disegnare futuri plausibili di stabilità economica ad uso e consumo di speculatori oscuri. Questi sono i risultati di una politica mondiale sempre più inconsistente perché  basata su istituzioni fragili e su di un concetto di prosperità economica falsata da algoritmi usuranti. Denaro inesistente quindi, ma che ci obbliga a lavorare per esso, senza però avere in cambio quella serenità e sicurezza che dovrebbe essere il fine ultimo dell’azione economica. Ma su questo dovremmo riflettere in seguito con calma, molta calma, partendo dai fondabentali.

Intanto godiamoci queste risorse. Arriveranno non sappiamo quando. Le opere in questione saranno pronte a ondate, tra il 2013 e il 2030. nel frattempo qualche debito sanitario regionale verrà sanato. Ma senza una politica di riforme seria, sorretta da una maggioranza stabile all’Ars, capace di formulare una patto di stabilità amministrativa ferrea, con accanto le condizioni  per uno sviluppo autonomo dell’imprenditoria nostrana, ci troveremo nuovamente punto e a capo. Dimentichi pure di questa boccata d’ossigeno.

Ma non parliamo ora di politica in senso stretto però, quella è incapace di agire. Se ufficialmente l’mapa ha divorziato da Berlusconi per la mancanza di risorse alla Sicilia, ora che stanno arrivando che si farà, si scioglie la morsa con il Partito Democratico e si manda in soffitta il terzo polo? Tutto è possibile. Per questo è meglio non pensarci. Anche perché, se il progetto di Alfano di rifondare la Dc è davvero dietro l’angolo, lo scudocrociato Lombardo dovrebbe riconnettersi alla casa madre. Ma su questo sarà lo stesso Presidente della regione a dare una risposta, molto presto. Se Berlusconi cade a Roma si trascina pure Palermo. Su questo non ci sono dubbi.

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