Tra il 25 Aprile e il 5 Febbraio? Noi scegliamo Agata!

di Fernando M. Adonia  da cataniapolitica.it

La festa di sant’Agata non si tocca. Punto! Sul calendario c’è scritto cinque febbraio? E lì si resta, con accanto il quattro e buona parte del sei. Senza dimenticare l’uscita della carrozza del Senato e i fuochi del tre. Con buon pace della produttività e con buona pace del governo. Non c’è vilipendio, ma verità. Catania non è una città industriale e se anche lo fosse non ci sarebbe spazio per mortificare la santuzza alla domenica. Il governo poi non ha alcun titolo per spostare una festa che da diciotto secoli scandisce la vita sotto il vulcano. Prima che la repubblica fosse, Catania era ed Agata ne era la regina. C’è poco da aggiungere: i governi dovrebbero rispettare i popoli e le sue tradizione, senza trovate pasticciate. E già, perché di pasticcio si tratta. In nome della produttività si volevano far slittare il 25 Aprile, l’1 maggio e il 2 giugno alla domenica. Feste civili, ma – se proprio dobbiamo dirla tutta – non nel cuore degli italiani. Il 25 aprile non è la festa della liberazione, ma dell’antifascismo. Ma non sono la stessa cosa? Eh no! C’è antifascismo e antifascismo: c’è né uno bianco e uno rosso. C’è ne uno democratico e uno totalitario. C’è uno che vorrebbe unire e un altro che ha sempre diviso. E infatti sin da subito quella del 25 aprile è divenuta la festa dei rossi, con i distinguo e i raffreddori dei bianchi. Poi c’è il due giugno, una festività che nei calendari è apparsa e scomparsa a corrente alternata. Ma sul cui valore pesa quell’accusa di brogli in favore della repubblica al referendum del ‘46 che non ha mai cessato di serpeggiare.

Poi c’è l’uno Maggio, la festa del lavoro. Forse di lei, anzi di lui, c’è bisogno: del lavoro. Alla faccia del precariato e della gerontocrazia che attanaglia il paese. Ma per chi lavora un giorno per ricordarsi dei propri diritti non guasta. Meglio ancora, anzi, se accompagnato da tanta buona musica. Almeno il primo di maggio lo salveremmo, con meno bandiere rosse però: quando si lavora, si suda tutti allo stesso modo.Ma anche la conta su quali feste abbiano dignità di sopravvivenza sembra inutile. In Italia ci sono troppe feste civili, che però non uniscono tutti. Sarà che la coperta della civiltà è troppo corta. Forse è davvero così e non lo sappiamo. Allora facciamo una cosa. Quest’anno si è festeggiata una festa una tantum, il 17 marzo, il 150esimo dell’unità. Pare che sia andata bene. Tutti sono stati contenti, i tricolori hanno sventolato su tutti i balconi e le vetrine d’Italia. Il tempo, un secolo e mezzo, forse ha sanato quelle tante ferite di un’Unità che al meridione è sembrata più che altro un occupazione.

Forse oggi si potrebbe festeggiare solo questa ricorrenza. Si metterebbero d’accordo tutti. Anzi, è già così: pensate, oggi il mondo cattolico si sbraccia per vedere riconosciuto il proprio contributo alla nascita della nazione italiana. Peccato che esso non ci sia mai stato e che quei poveri cattolici che volevano una sola Italia siano stati ai tempi tutti scomunicati. Ma oggi sembra che i preti abbiano fatto la pace anche con i massoni. Se c’è l’anno fatta loro, che 17 marzo sia. Ma torniamo ai nostri campanili. Se il governo ha dovuto ritirare il provvedimento contro le feste “civili” pensate che avrà la meglio con le patronali? No, no. Quelle sono feste di popolo, e con lui non si scherza. Se le nostre città godono ancora si un sostrato di solidarietà e proprio grazie ai santi, gli unici e veri fondatori e continuatori di comunità nella nostra epoca. Con loro il miracolo è sempre dietro l’angolo. Ricordate la prima guerra del golfo, quando gli americani, causa la presenza delle base di sigonella, volevano che la festa di S.Agata venisse sospesa?

Penso ricorderete pure che, nonostante le testate atomiche, la festa ci fu lo stesso, anche se con qualche gioco pirotecnico in meno. Che dire dunque, se il popolo catanese ha domato i temibili marines pensate che non ne farà carta straccia di un eventuale provvedimento di slittamento a domenica? Sarà sicuramente così.

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