Bandiere rosse davanti al Palazzo di giustizia

di Fernando M. Adonia da http://www.cataniaoggi.com

Bandiere rosse davanti al Palazzo di giustizia di Catania a Piazza Verga. A sventolarle sono gli attivisti della federazione catanese di Sinistra, Ecologia e Libertà, scesi in piazza stamani per chiedere “aria nuova” nella procura etnea. Il motivo del presidio è dato dall’imminente nomina, da parte del consiglio superiore della Magistratura, del sostituto di Enzo D’Agata che da febbraio ha lasciato la toga per andare in pensione.

“Ci auguriamo che questa possa essere l’occasione giusta per imprimere una svolta. La procura di Catania ha bisogno di una guida autorevole estranea ai veleni che dalla morte di Giuseppe Fava ad oggi incombono su questo palazzo”. A dirlo è Gioli Vindigni, segretario provinciale di Sel. Che sia Salvi l’uomo giusto? “Si, appunto perché non è mai entrato in contatto con i poteri di Catania”. Il giudizio sugli ultimi trentanni di lavoro del tribunale non è dunque dei migliori: “l’amministrazione della Giustizia ha lasciato spesso dubbi e, a volte, sconcerto, nonostante l’impegno di alcuni magistrati”.

Il riferimento è ad “alcuni provvedimenti mai partiti o rimasti nel cassetto, come ad esempio quello riguardante i fratelli Lombardo”. Il quadro denunciato è più che allarmato: “La Macchina della giustizia -sempre per Vindigni- non funziona: organico ridotto, faide interne, fughe di giovani togati e intrecci tra suoi rappresentanti ed esponenti della politica e della Pubblica Amministrazione, come la nomina della moglie del giudice Gari a sopraintendente del Teatro Massimo”. “Sia chiaro: non si tratta di reati, ma di gesti poco etici”.

Nonostante i toni della manifestazione di oggi a Piazza Verga, c’è soddisfazione nel partito di Nichi Vendola per la sentenza di condanna in primo grado ai danni di “Scapagnini e dei suoi assessori per il buco di Bilancio al Comune”.  Un atto “che rende giustizia ai cittadini che hanno pagato in prima persona la malamministrazione del centrodestra catanese”. A pensarla così è Pierangelo Spadaro, responsabile organizzativo di Sel: “Berlusconi è un tappo per l’Italia, come l’attuale maggioranza in consiglio lo è per Catania”. Il dito è puntato contro il Sindaco Raffaele Stancanelli: “nonostante i 140 milioni dei fondi fas del Cipe, i debiti restano uguali”. “Tutte le compartecipate, dall’Amt alla Sostare, passando per la Multiservizi sono in rosso: è evidente che c’è un problema politico nella loro gestione”. “Catania è una questione democratica aperta”.Per Spadaro dunque la soluzione è chiara: “ci vuole una giustizia che funzioni per abbattere il muro di gomma che avvolge la città”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...