Primarie, occasione per Catania

di Fernando M. Adonia http://www.cataniapolitica.it

I motori elettorali si scaldano a Palermo. Francesco Cascio è in campo per il Centrodestra. Dall’area anitberlusconiana non si hanno hanno ancora risposte certe. Non si sa se la Borsellino accetterà la candidatura a Sindaco. Non si sa il Pd scenderà in campo con il Terzo o se opterà per il tridente naturale di Centrosinistra, con sel e idv. Una cosa è certa la griglia di partenza che si presenterà agli elettori a Palermo ricalcherà quasi sicuramente il quadro futuro della politica siciliana e forse nazionale.

Primavera dunque. La maggior parte degli analisti sono ormai convinti che sarà quella la data per le prossime elezioni politiche. Che il governo Berlusconi, ormai sfibrato nei numeri e nella capacità di decidere, opterà per la via elettorali. A quel punto si avrebbe un effetto domino su molte delle amministrazioni locali, una su tutte Catania. Dove si presenterà uno snodo fondamentale, relativo proprio alla persona di Raffaele Stancanelli. Attualmente senatore e sindaco. Sciolte le Camere, per potersi ricandidare al Senato della Repubblica, dovrebbe dimettersi da sindaco. Stavolta sarà difficile gestire le ambiguità della legge sulla incopatibilità tra i due incarichi, l’attuale finanziaria ha posto una giro di vite ineludibile. Certo, il dubbio è se il nostro attuale sindaco sia veramente intenzionato a rimanere a Palazzo Madama. La risposta è sì. Altrimenti si sarebbe già dimesso da tempo.

Certo. La Sicilia è una regione autonoma. Sebbene sia più che sensato puntare ad election-day, non è detto che Raffaele Lombardo voglia accorpare le date. La legge glielo consente. Nonostante questa sfumatura, Catania come si prepara? Sembra che tutto sia fermo, ma è anche vero che dallo strappo di Gianfranco Fini con pdl tutte le segreterie politiche sono pronte al voto. Il punto è come arrivarci. Catania merita più partecipazione nelle scelte della cosa pubblica. Per questo servirebbero le primarie, sia nel centrodestra che nel centrosinistra ed, eventualmente, nel terzopolo.

Più volte è stato presentato l’esempio di Milano, in caso di primarie il livello dei candidati sale e l’attenzione e l’elettorato è più vigile. Una bella carta, soprattutto in un momento in cui le istituzioni cittadine sono impallate e la distanze tra la gente e il Palazzo sembra essersi divaricata. Alfano, che più volte ha parlato di aprire alla primaria -lo ha fatto anche a Catania- poi, nei fatti ha optato per il vecchio dirigismo centralista per il candidato pdl a Palermo. Sotto il Vulcano non si dovrà fare così. Almeno per decenza.

Qualcuno ricorda il cambio di candidature in corsa tra Castiglione e Stancanelli? Una cosa simile non può più ripetersi. E ricordate anche che Stancanelli divenne sindaco con meno voti rispetto alla sua Maggioranza, con un risultato dietro di Musumeci che ancora fa discutere. Catania ha dunque delle personalità di spessore entro il proprio territorio, anche tra i più giovani. È giusto che il confronto tra questi non sia lasciato ai tavoli verdi delle segreterie, ma che sia portato davanti agli elettori, davanti a quei cittadini che si vogliono fare carico della cosa pubblica. Le primarie a Catania non sarebbero una novità assoluta: ci sono stati già gli esperimenti di Cittàinsieme nel ‘93 e di Azione Giovani nel 2000. Ripartire da lì sarebbe buona cosa.

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