Chi comanda l’Europa?

di Fernando M. Adonia da www. frontpage.it

Il caso di Lorenzo Bini Smaghi è l’emblema di cosa sia davvero l’Europa e la Bce. Può stancarsi quanto vuole Silvio Berlusconi a sbandierare i principi della ragion di Stato per spingere il banchiere ad una onorevole dipartita… Il problema è uno solo: in Europa non esistono più gli Stati. La sovranità delle nazioni è stata devoluta in favore di istituzioni sovranazionali che i cittadini stentano a riconoscere e accettare. Chi decide in Europa? Non si è ancora capito. Il problema della governanceè una questione quanto mai aperta. Ma un cosa è certa: l’unico organo democraticamente eletto, il Parlamento, non decide di nulla.

Mettiamo allora insieme due episodi recenti. La famosa lettera della Bce al governo italiano per indicare passo passo – decreto per decreto – la via d’uscita dall’insolvenza del debito. Un commissariamento politico senza se e senza ma a cui neanche Prodi e il defunto Padoa-Schioppa avrebbero potuto dire di no. E poi proprio la questione Bini Smaghi, dove due governi legittimi, Italia e Francia, hanno visto rispedita al mittente un’opzione diplomaticamente pacifica, quella cioè di sentirsi entrambe rappresentate nella stanza dei bottoni della Banca centrale. Attenzione però, il banchiere nato in Italia  non sta giocando una sua semplice partita individuale, un esercizio di tracotanza indiscriminata. Non è un nuovo caso Villari. E’ proprio la Bce a chiedergli di rimanere al suo posto, convinta ed orgogliosa delle propria “indipendenza” dai governi nazionali e dai “cucù” berlusconiani.

Qual è la morale? La Bce non dipende dai governi, ma loro da lei sì. Chi comanda dunque in Europa? I banchieri: è chiaro. L’Italia dovrebbe sentirsi onorata di avere Mario Draghi come presidente? L’Italia sì, ma il dilemma è un altro: lui è davvero italiano? Per carità, non vogliamo entrare nel novero dei suoi sentimenti, ma i banchieri non hanno patria. C’è poco da fare. I numeri che gestiscono e le logiche a cui sottendono non consentono pathos. E soprattutto non consentono più sottomissioni a istituti democratici. Questo è il mondo globale. Bello quanto si vuole, ma qui comanda solo chi batte moneta. Indignarsi dunque è giusto. Draghi però, dall’alto della sua presidenza, non ha alcun motivo di farlo.

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