Brindiamo alla rivoluzione Bocconiana e neo-Calvinista di Monti e o ‘Napoletano.

Giovanni Calvino, teologo inconsapevole del Capitalismo finanziario

Un anno iniziato male e finito anche peggio. Non che sia successo nulla di grave. Guerre non ne sono scoppiate, almeno in Italia. Di attentati neanche l’ombra, solo qualche petardo contro Equitalia. Per il resto, la situazione è sempre uguale. É solo questioni di emozioni e disperazioni. Il gennaio 2011 è entrato con un governo paralizzato; oggi, invece, è il governo a paralizzare il Paese. A che pro però? A dettare l’agenda nazionale sembra che siano altri. Le indiscrezioni dicono che Berlino chiama e il Quirinale risponde. “Giù il cavaliere dal cavallo del governo”. Buttafuoco dice che lo stesso accadeva anche negli anni ’30: sempre da Berlino chiamavano per disarcionare il Re. Chi chiamava allora non era protestante e non aveva un “culone” ma due baffetti insignificanti e terribili. Ma a differenza di oggi il Cav di allora – pugni sui fianchi e petto in fuori- disse no. I tempi cambiano, evidentemente. E anche la prassi repubblicana. Costituzione alla mano la democrazia, continua imperterrita il suo corso. A dirlo è il suo garante ultimo (quello dell’unità nazionale). Non si è accorto però che quel gran libretto d’ istruzioni non registra più il corretto funzionamento della “costituzione reale”. O non se ne è voluto accorgere. Così, se un tempo erano i partiti a proporre un nome al Presidente, in attesa di un suo placet; oggi è dal Colle più alto che si chiede al Parlamento un voto notarile. Che dire, potrebbe essere anche un’opzione positiva. Se non fosse che quella presunta chiamata getta un’ombra untuosa su tutta la Repubblica. Se prima si poteva dire senza mezzi termini “Viva Re Giorgio I”, su di lui ora cala il sospetto poco lusinghiero della servitù. Teniamocelo. Intanto stasera c’è il discorso di fine anno. Inutile dire di non guardarlo, chi vi scrive lo guarderà lo stesso. Un po’ per morbosità, un po’ per tradizione, un po’ per rispetto. E già, a quel palazzo è giusto rivolgere sempre uno sguardo timoroso, sopratutto per l’autoritas che ha incarnato nei secoli. Papi, Re Presidenti. Tre sigilli di una storia italiana, godereccia e romana. In una sola parola cattolica. Ahinoi, Non ci resta che la fede. L’ultimo baluardo che ci salverà dalla rivoluzione bocconiana e neo-calvinista scatenata sullo stivale. Si, si. Il progetto incarnato da Monti e Passera è chiaro: austerità morale e alta, altissima, finanza. Meglio allora qualche peccatuccio, tante risate e un abbondante e antichissima povertà, quella che non si pagava una rata al mese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...