La resa dei conti (?)

 

di Fernando M. Adonia da http://www.cataniapolitica.it

 Ormai è un tutti contro tutti. L’alleanza che sostiene il Lombardo quater sembra sul punto d’implodere. É questione di ore: 48 per la precisione. Dopo lo smarcamento dell’Udc di Giampiero D’alia dal governo regionale e la disponibilità ad allearsi con il Pdl alle amministrative di primavere, è guerra tra Lombardo e Lupo. Pietra d’inciampo è il referendum democratico del 12 febbraio sulle alleanze future del partito di Bersani in Sicilia.

Al baffone di Grammiche le non è calato proprio il quesito che gli elettori del Pd isolano dovranno esprimere proprio sulla sua giunta. “Il Pd faccia tutti i referendum che vuole -ha detto il Presidente della regione dal suo blog- ma non ha nulla da esprimere sul governo regionale. Tolgano il quesito sul governo, altrimenti dirò agli assessori che si sentono espressione dei democratici di lasciare la giunta. Mi auguro -ha concluso Lombardo- che il Pd faccia chiarezza entro 48 ore”. Un ultimatum bello e buono. Ma anche un colpo di fioretto inequivocabile. Mentre Lupo continua a disquisire sul valore tecnico dell’appoggio democratico all’ars, Lombrado mette le cose in chiaro parlando finalmente di “assessori democratici”. La maschera è dunque calata e il re si è ritrovato nudo. Altro che giunta tecnica: siamo alle comiche. Per dirla alla catanese: la farsa è finita.

Di rimando la risposta di Lupo sembra uno scivolare sugli specchi: “E’ chiaro che il Pd non accetta ultimatum da nessuno, tanto meno dal presidente Lombardo che, incomprensibilmente e incoerentemente, parla prima di governo tecnico e poi di assessori del Pd”. “La linea politica -ha concluso- del nostro partito è chiara ed è quella assunta dai nostri organismi interni e vogliamo adesso rafforzarla attraverso un’ampia consultazione democratica”. Peccato però che quando la sezione del pd calatino chiamò a raccolta la base sul medesimo quesito, la risposta del partito fu il commissariamento. Democratici, si, ma a convenienza.

Intanto sulle spalle del Lombardo quater pesa ancora l’ingombrante faccenda delle comunali di Palermo. Non ci sono candidati certi, non ci sono coalizioni definite. La Borsellino ci pensa e ci ripensa e il pdl, per quanto agonizzante, spera che i guai in casa democratica possano continuare ancora per qualche tempo. Chissà che non sarà propria sulla via di Palazzo delle aquile che questa giusta cadrà. Le premesse, ormai, ci sono tutte.

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