L’ottava si S. Agata. La scommessa sui devoti “veri”.

di Fernando M. Adonia da http://www.cataniaoggi.com

«Semu sempre a Catania!». É davvero un fastidio sentirla ripetere. Quasi da orticaria. Sentenza pessima che se potesse essere tolta dal frasario comune ne trarremmo tutti un grandissimo giovamento. Poche espressioni sono tanto cariche di pessimismo e cialtroneria quanto questa. In una frase si condensa tutta la pigrizia e la disillusione catanese. E già. Ogni qualvolta che qualcosa non va nella giusta direzione, ci si auto flagella con l’onta indelebile dell’appartenenza a Catania. Come se la città del vulcano fosse per antonomasia il luogo del disfatto, dell’inconcludenza e del pressappochismo.

No, non lo si può accettare. Catania non è questo. Ha le sue pecche, i suoi vizzi e anche i suoi “errori sistematici”, per dirla con un lemma da laboratorio scientifico. Ma non si può utilizzare il nome della capitale etnea per descrivere quanto di negativo in essa avviene. Tutto ciò è paradossale, quanto un cane che si morde la coda. Sopratutto se il tema in questione è la bruttissima scena della mancata “acchianata” di Sangiuliano. Perché, se da un lato risalta la protesta di un gruppo di fanatici che voleva assolutamente che la Santa compisse il suo tradizionale giro; deve, dall’altra, brillare il carisma e il coraggio del capovara Claudio Baturi che ha saputo dire “No”.
Intendiamoci. Baturi non è sopra il Fercolo per grazia ricevuta o in ossequio al fratello monsignore, Giuseppe, docente di diritto canonico presso lo Studio Teologico San Paolo. Lo è perché devoto da sempre. Perché non ha mai smesso di militare col sacco bianco addosso tra le fila agatine. E perché negli anni si è assunto delle responsabilità sempre più gravose. Come quella di dire quel “no” – sicuramente sofferto- e di non retrocedere dalla decisione presa. Questa è Catania. Prendere le difese di questa parte della città è dovere umano. Come bisogna condannare senza tentennamenti quella voce velenosa che vorrebbe la sua scelta viziata da “scommesse con i santapaoliani”. Che sciocchezza immane!

Non salire la via di Sangiuliano ha significato evitare che qualcuno si facesse male sul serio. Punto. Strattonare il fercolo ha ferito invece un macchinista e avrebbe potuto provocare anche qualcosa di peggiore. Ha fatto bene Barbaro Scionti a stigmatizzare certi gesti come “vergognosi” e Stancanelli a invocare provvedimenti repressivi. Non dimentichiamoci ancora che nel 2004 è morto un ragazzo, Roberto Calì. Per questa tragedia l’ex capovara, Alfio Rao, è stato condannato lo scorso anno a 4 mesi di condizionale.  L’accusa é omicidio colposo. Il risarcimento è di 700mila euro: per i giudici non avrebbe rispettato le norme di sicurezza.

Ma di che stiamo parlando, allora… Il 6 mattina ha trionfato il senso di responsabilità. Non c’è stata alcuna “oligarchia” dietro. Anzi, la curia ha voluto un regolamento per i festeggiamenti agatini con cariche a tempo e “fedina penale pulita”, appunto per sbancare certi feudi. Se l’opera di Baturi non piace, bene: nel 2015, si provvederà a sostituirlo, senza “strattonamenti” sospetti o “manovre” occulte. Questa si chiama democrazia, ma anche trasparenza.

Domenica 12 Catania si giocherà la sua partita. Non al Massimino, ma al Duomo. Agata uscirà per l’ottava. Giornata certo difficile da gestire: con i fedeli ancora euforici per la festa, ma tristi perché sanno già che non vedranno la “santuzza” fino ad agosto. A qual punto potremmo rispondere volentieri al twitt di Gino Astorina “semu tutti devoti tutti?”. Domanda non da poco. A cui urge però una risposta. I veri devoti saranno sicuramente coloro che sapranno mantenere l’ordine e farsi obbedienti al buonsenso tanto quanto Agata lo fu a Cristo. Questa partita la vogliamo vedere sino alla fine. E su questo si che siamo pronti anche a “scommetterci” sopra: vincerà certamente la città, la sua parte buona ovviamente, che è pure maggioritaria.

Annunci

Un pensiero su “L’ottava si S. Agata. La scommessa sui devoti “veri”.

  1. Sono totalmente d’accordo…. eccezion fatta per la parola DASPO usata dal nostro sindaco… va bene dare una regolata…. va bene il folklore in cui è immersa la festa….. ma dal nostro primo cittadino un tale mix tra sacro e profano non me l’aspettavo… 🙂 ciao Adonia!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...