Placido Rizzotto è un Simbolo. Lo stato lo tratti come tale.

Una storia vecchia 64 anni. Troppi. Placido Rizzotto  potrà finalmente  avere un funerale dignitoso  e le sue ossa potranno riposare su terra consacrata. Tutto questo lo si deve certamente ad ogni Uomo. E sopratutto lo si deve a lui, fatto sparire nel 1948 dalla Mafia corleonese.  Se non fosse per la fiction di canale 5 “Capo dei Capi” sull’epopea criminale di Totò Riina, in tanti non saprebbero delle sue battaglie. Fu un sindacalista CGIL  coraggiosissimo. Giudò più volte i contadini all’occupazione delle terre. Rizzotto voleva che i braccianti si ribellassero al sistema di potere della mafia, che possedeva gran parte della terra, opprimeva i lavoratori e li assumeva soltanto su raccomandazione e per motivi nepotistici. Certi meccanismi ancora oggi non sono del tutto estirpati. E non solo in Sicilia. Per questo è giusto che quei funerali siano di Stato e che la sua tomba diventi un monumento alla Giustizia e al martirio civile. Placido Rizzotto è un simbolo. Trattiamolo come tale.

Fernando M. Adonia

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