Presunti abusi su ex chierichetto, Acireale in strada contro la pedofilia

di Fernando M. Adonia dal Corriere del Mezzogiorno – guarda il VIDEO a cura di Andrea Di Grazia

CATANIA-In migliaia, nella serata di domenica, hanno attraversato il centro cittadino di Acireale per dire no al dramma della pedofilia e della violenza sui minori. «Grazie Teo, Acireale ti abbraccia». Queste le parole dello striscione che ha aperto la manifestazione di solidarietà a Teodoro Pulvirenti, vittima di presunti abusi sessuali da parte di Mons. Carlo Chiarenza, uno dei decani della diocesi acese. Su questo episodio, ma anche su altri due nuovi casi, la Procura di Catania ha aperto un fascicolo affidato al pm Marisa Scavo, la quale si avvarrà delle verifiche del nucleo anti-pedofilia della polizia di Stato guidato da Marcello La Bella.

LA MANIFESTAZIONE – Il corteo è partito da piazza Indirizzo alle 19.50 e ha attraversato tutta la via Umberto. Per sciogliersi, circa un ora dopo, in un caloroso applauso, a piazza Duomo. Si può dire che c’erano tutti. In prima fila il sindaco Nino Garozzo, che ha sfilato accompagnato da Salvo Licciardello, assessore provinciale alle politiche scolastiche, e da Nicola D’agostino, deputato mpa all’Ars. Ma c’era soprattutto tanta gente comune. Tanti i bambini, le associazioni e le famiglie. Molti i giovani, qualche candela e tanti, tanti, palloncini.

LA REAZIONE DELLA DIOCESI – In mezzo alla manifestazione spiccavano gli abiti neri crociati di rosso dei frati camilliani, i quali sin da subito hanno aderito ufficialmente alla manifestazione. C’erano in piazza anche alcuni esponenti della curia acese. Fra questi don Angelo Milone, rettore del seminario diocesano e padre Roberto Strano, parroco della cattedrale, nonché uno dei più stretti collaboratori del vescovo. Proprio da parte di monsignor Antonino Raspanti, da meno di un anno titolare della cattedra di Acireale, sono arrivati in questi giorni alcuni segnali importanti utili a stemperare alcune tensioni che nelle scorse settimane hanno attraversato la cittadina. «Sulle autorità ecclesiastiche incombe il dovere di accertare la verità e di ristabilire la giustizia nell’applicazione delle leggi canoniche. Per quel che mi compete – ha fatto sapere il prelato in una nota ufficiale- riaffermo la volontà di operare tutto il necessario nella piena osservanza delle leggi della Chiesa, mantenendo l’imparzialità, corredata da riserbo e determinazione, richiesti nel mio ruolo per rispetto sia del bene delle persone interessate sia di tutti i fedeli».

DON CHIARENZA SI DIFENDE – Nei scorsi giorni, don Carlo Chiarenza, sollevato dal Vescovo da ogni incarico pastorale non appena è esploso lo scandalo, in una nota affidata al suo legale, il noto penalista catanese Antonio Fiumefreddo, ha fatto sapere che si «metterà a disposizione dell’autorità affinché sia chiarita questa mostruosa vicenda e così lenita la sofferenza che sta procurando. A Pulvirenti – ha aggiunto il sacerdote – auguro di trovare presto la pace interiore e di riconciliarsi con la sua vita e con la sua famiglia. Non nutro comunque rancore nei confronti di nessuno – ha concluso il prete citando san Paolo- consapevole che il bene vince sempre sul male e la luce sulle tenebre». Sarà dunque la magistratura ad accertare da che parte stia effettivamente il bene. Almeno, in termini umani.

Fernando M. Adonia
02 aprile 2012

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