Europa al Voto. Follie di Primavera. Luna piene e stelle…

Voto gobbo in Europa. Ancor di più in Italia. Non è un caso infatti che questa tornata di amministrative sia caduta proprio a fine campionato, con i tifosi juventini indecisi se festeggiare il ventottesimo o il trentesimo scudetto. E già, forse è proprio una questione di stelle. Non solo delle tre sulla maglia bianconera, ma anche sulle dodici in campo azzurro dell’Unione Europea. Che siano cadenti è probabile. Sarkozy lo ha fatto. Punito dall’etero-direzione tedesca. Al suo posto è asceso un astro poco luminoso come quello di Holland. Strano però che a far luce nella notte di Francia sia la fiamma tricolore della nascente Marine, capitano di una nave pirata all’assalto dell’Euro.

Dall’altro lato del Mediterraneo, la Grecia ha già risposto. Le ali estreme vanno dalle stalle alle stelle. La destra radicale di Alba d’oro dice “No Euro” e porta ventuno deputati in parlamento. Col consenso popolare, ovviamente. Il pericolo colonnelli è forse scongiurato. Almeno per ora. Anche perché chi vuol mettere davvero le mani sulla Grecia lo ha già fatto a suon di debiti e crediti. Senza l’aiuto  di  teste rasate, ma col solo doppiopetto e il dopobarba sapor di finanza.

In Italia perdono tutti. Luna storta per il pdl. Terzo polo umiliato. La Lega, escluso il buon Tosi, perde terreno. Brutta cosa per una realtà che si fa promotrice delle istanze del territorio. Anche se vince, perde pure il Pd. Entusiasmo zero, errori tanti, indecisione alle stelle. Eh si. Qualcuno ci sa dire con certezza cosa è successo a Palermo? Com’è possibile nella città più conservatrice d’Italia siano arrivati al ballottaggio due prodigi del vivaio di pietrista. E sopratutto chi ha portato i voti al lunatico Leoluca Orlando, visto che si è candidato all’ultimo minuto, nonostante le primarie di coalizione e un partito spaccato esattamente in due. É legittimo o no di parlare di un aiutino da destra? Povero Ferrandelli, vediamo se il secondo turno sarà per lui più lineare.

E restando alle stelle, cinque in particolare, il trionfo di Grillo è chiaro. Poco da dire. I contenuti saranno forse discutibili, ma i numeri parlano chiaro. Come parlano pure chiaro i dati Mannheimer, il suo è un elettorato nuovo, lo stesso che si è sempre astenuto in precedenza. E che dire poi dei referendum sardi, il popolo taglia le provincie mentre i partiti in parlamento stanno a guardare. Altro che tasse in salita e tagli agli sprechi. La razionalizzazione viene dal basso.

Monti sarà forse un “male”. Ma i partiti che lo sostengono rappresentano il vecchio. Nell’animo sicuramente. Pd e Pdl, benché siano nati meno di cinque anni fa, sembrano già superati. C’è del vecchiume in Italia. E nel resto d’ Europa è anche peggio. Ma il popoli sembrano aver preso un’altra direzione. Gente comune ed elite sono sempre più distanti. Ciò che è da temere oggi con maggior tremore è che la confusione e le aspettative di questi giorni non sono altro che il preludio drammatico ad una stagione di conflitti a più livelli.

Di Fernando M. Adonia

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