Regione Sicilia, lo specchio di un fallimento

di Fernando M. Adonia – Mario Monti da’ il benservito a Raffaele Lombardo. Per poi smentire tutto. In realtà il Premier lo vorrebbe quanto prima fuori da Palazzo d’Orleans. Forse anche prima del fatidico 31 Luglio 2012, data in cui, stando agli annunci, il leader autonomista dovrebbe cedere la tanto scottante poltrona di ‘presidentissimo’. Certo, tutta questa vicenda ha del paradossale. Non si è mai visto un presidente del Consiglio chiedere in maniera neanche tanto velata la testa di un governatore. I giuristi hanno parlato di prassi incostituzionale. Probabilmente hanno ragione loro. Ma dal Novembre dello scorso anno qualcosa in Italia è mutato: la Costituzione è alla mercé dei suoi stessi difensori. E a governare il paese non ci sono più i politici. Ma dei nuovi alieni ebbri di finanza e buracrazia. A Roma c’è un tecnico che comanda una squadra di ministri anch’essi tecnici. Il Caso volle però che anche in Sicilia ci fossero dei i tecnici. Atterrati alla Regione ancor prima che di Mario Monti se ne sapesse qualcosa. Ma qui non c’entra lo spread. Semmai un classe politica che di politico ha molto, molto poco. Partendo proprio dal fatto che la maggioranza che attualmente sostiene il governo Lombardo non è legittimata da alcun mandato elettorale. Il risultato del 2008 è stato ribaltato. La volontà dei siciliani è stata tradita.

Attenzione però, non si tratta di giudizi di parte: è solo questione di numeri. Nulla di più. Ed è di numeri che bisogna parlare. Quelli della Regione Sicilia in primo luogo. Un buco di cinque miliardi di euro; 17.000 i dipendenti; 1.400 i dirigenti; 1385 gli impiegati alle dirette dipendenze del Presidente. E ancora: sono in 1.736 i dipendenti che dal 2004 hanno ottenuto la pensione anticipata perché figli di disabili. Come se non bastasse, sono in 28Mila le persone pagate per fare i forestali, un capitolo da 693 milioni di euro annui. Numeri da capogiro dunque. Una spesa – solo per abbozzare un paragone- venti volte superiore a quella della Lombardia, la regione più ricca e produttiva d’Italia. Lombardo ne è responsabile? Personalmente no. Ma la classe politica siciliana si. E lui la rappresenta tutta, sia in termini istituzionali che culturali. Negli ultimi quattro anni ha governato sia con la destra, con il centro e la sinistra. Nessuno escluso. Di rimando tutte le forze dell’arco regionale hanno fatto a gare per stare al suo fianco. Se questi sono i risultati, è la classe politica siciliana a dover essere commissariata. Monti ci ha visto bene. Anche se non avevamo bisogno della sua spending review per saperlo. Come ci ha visto bene pure Ivan Lo Bello: i numeri della Sicilia ci rendono pericolosamente prossimi al default greco. Infondo, il legame con gli ellenici ha radici così profonde da perdersi nel tempo: la ‘Magna’ Grecia qui ha continuato a prosperare. Il doppio senso – se c’è- trovatelo voi.

 

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