L’apocalittica di Castiglione: “Da un lato noi, dall’altro chi ha sostenuto il disastro Lombardo”. Ma non è sempre stato così.

di Fernando M. Adonia – Il presidente della provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, rinnova la fiducia di tutto il Pdl isolano a Nello Musumeci. Lo fa scagliandosi contro Micciché, il quale dove aver sostenuto in prima (o meglio seconda) battuta la candidatura del leader di Alleanza Siciliana, si sarebbe ora smarcato in favore di una candidatura personale in salsa autonomista. Ed proprio questa formula a far saltare i nervi al coordinatore regionale pidiellino. Tanto da dichiarare che in questa tornata elettorale si combatte una battaglia storica, quasi apocalittica: “da una parte ci sono le forze politiche che hanno sorretto e sostenuto in questi anni il disastroso governo Lombardo, dall’altra il Pdl con le sue due liste e tutti coloro che si sono opposti a questo sistema che ha portato la Sicilia nello stato in cui versa”.

E ancora: “il Pdl appoggia con convinzione Nello Musumeci presidente. Con queste  elezioni  – ha dichiarato Castiglione – tutti i siciliani potranno rialzare la testa e sentirsi orgogliosi di fare parte di una storia pulita fatta di valori, concretezza, onestà e impegno. Le nostre leve non saranno certamente i ricatti e le poltrone, ma l’entusiasmo e il coraggio della gente che finalmente avrà l’opportunità di stringersi attorno a uomini e programmi seri per la ripresa della nostra Regione”.

 Belle parole. Il punto che però non può essere negato è che, in un modo o nell’altro, negli ultimi dieci anni, tutti gli esponenti della classe dirigente isolana si sono seduti a banchettare con Raffaele Lombardo e Salvatore Cuffaro, figli entrambi di una medesima tradizione politica. Dettaglio che Giuseppe Castiglione e il senatore Firrarello conoscono benissimo. Anche Nello Musumeci, benché di diversa formazione, ha tentato le proprie sperimentazioni “autonomiste”. Il caso del listone “Pensionati-LaDestra-Mpa” per l’europee del 2008 non è poi così lontano nel tempo. Ma non il caso di soffermarsi su queste sfumature: quella politica è l’arte dell’improvvisazione. La speranza per i siciliani è che almeno stavolta a diventare Presidente della Regione ci sia una personalità di sicuro profilo di legalità. Almeno su questo, i due esponenti dei poli maggiori, rappresentano una garanzia. Il nodo decisivo -chiunque vinca- sarà riuscire a governare con una maggioranza convinta di rivedere seriamente la spesa regionale. Riuscirci, non diciamo sarà una rivoluzione, ma almeno una bella paginetta nel libro di Storia di Sicilia.

 

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