Il Silenzio del sabato Santo. Gesù scende agli inferi.

Descendit ad Inferos
Descendit ad Inferos

Non solo nel corpo. Ma anche nell’animo. Gesù sperimenta la totale distanza dal padre. Vive la morte nella sua pienezza. Si fa totalmente solidale col peccatore, accettando la radicalità della sua condizione.

“Come nella Egli fu solidale con i viventi, altrettanto lo fu nel sepolcro con i morti, laddove bisogna lasciare a questa “solidarietà” l’ampiezza, anzi la problematicità, che sembra escludere proprio una comunicazione soggettiva. Ognuno giace nel suo sepolcro. […]
La pena per il peccato umano non era soltanto la morte del corpo, ma anche un castigo dell’anima. Poiché, infatti, il peccato era stato anche spirituale, l’anima doveva essere punita mediante la privazione della visione di Dio. […] Per espiare, quindi, tutta la pena imposta ai peccatori, Cristo non solo volle morire, ma scendere anche con l’anima. […] Cristo è dunque disceso là dove uno è nella morte «per portare i nostri peccati; così com’era conveniente che egli morisse per liberarci dalla morte, altrettanto era conveniente che egli scendesse nell’Ade per liberarci dalla discesa nell’Ade”.

(da Hans Urs Von Balthasar, Teologia dei tre giorni. Mysterium Paschale, Queriniana 1990, pp. 129-157)

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