Un Vendola che stupisce a destra e forse anche a sinistra. Parla di patria ricordando Menniti.

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Sarà probabilmente il suo ultimo discorso da governatore. Nichi Vendola lo ha pronunciato durante l’inaugurazione della Fiera del levante. Nel pubblico anche il presidente del Consiglio dei ministri, quel Matteo Renzi a cui dà pubblicamente del tu. «In dieci anni, abbiamo rotto l’isolamento della Puglia dal mondo». Un bilancio che per lui non può che essere con il segno più. L’occasione ovviamente non consente ombre. Nel cassetto restano tuttavia gli imbarazzi sul versante sanitario e la gestione balbettante del caso Ilva. Certo, ci sono anche gli acuti. Sbagliato, non riconoscerli. Sulla vicenda del rigassificatore di Brindisi, ad esempio, il leader di Sel ci ha visto bene, sposando le istanze del compianto sindaco Mimmo Menniti, esponente storico della fiamma pugliese.

MENNITI UN “GALANTUOMO”

Vendola ne ha ricordato pubblicamente lo spessore: «Permettete che mi soffermi su di un grande sindaco che ci ha lasciato (ad aprile, ndr), un intellettuale di destra, un galantuomo, un uomo con la schiena dritta, con cui ho avuto l’onore e il piacere di condividere la battaglia contro il rigassificatore nella pancia di Brindisi. Parlo di Mimmo Menniti, l’avversario ideale per chi considera la politica come servizio, come incivilimento, come passione».

Insomma, il presidente della Regione pugliese ormai prossimo a rimettere il secondo mandato, lascia in eredità un pantheon politico aggiornato, capace di guardare anche a destra con riconoscenza e lealtà. Una svolta, forse inattesa, che è lui stesso a spiegare: «Non bisogna avere paura del conflitto, del contrasto delle idee: bisogna solo umanizzarlo, slegarlo dai vincoli di una cultura di guerra».

VIVA LA PATRIA

Vendola conclude il doppio mandato con una rivoluzione lessicale che probabilmente farà discutere a sinistra. Come anche a destra. Scopre la parola «patria», pur leggendola in chiave progressista. Finora, più volte il comico Checco Zalone lo ha punzecchiato per l’eccesso di retorica. Stavolta, però c’è poco da ridere. Il leader di Sel ha voluto esaltare i paradigmi valoriali di un’identità popolare, quella pugliese e meridionale, troppo spesso marginalizzata e derisa: «C’è un investimento culturale che io chiamo patria, per dire di un impegno corale, per dire della radicalità del cambiamento necessario. Ho incontrato qualcosa che somiglia a questa Patria – aggiunge Vendola – proprio sul Gargano, in quei piccoli presepi incastonati sul monte».

@fernandomadonia

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