Auguri pasquali. Ma con un particolare – in parte indecifrabile – tutto da meditare.

Image

Badate a questo dettaglio “misterioso” sopra il quale non s’inciampa molto spesso. “Giovanni si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette”. (Gv 20, 5 – 8). Dov’è la risposta? Continua a leggere Auguri pasquali. Ma con un particolare – in parte indecifrabile – tutto da meditare.

Benedetto è sul monte e chiama battaglia.

papa-ratzinger

Mettiamola così, sono un ratzingeriano. Quindi un conservatore, un bigotto e anche uno stronzo. Quattro attributi che non mi sono dato da solo, ma che negli anni mi sono sentito vomitare addosso. Stronzo lo accetto volentieri, gli altri un po’ meno. Sul Continua a leggere Benedetto è sul monte e chiama battaglia.

Ripartire dalla lotta alla Droga. La destra non sia indifferente al monito di Francesco

Appunti persi. Chiamiamoli scorci d’estate. Una piccola pagina mai pubblicata, ma che torna alla mente per un motivo ben  preciso: in pochi hanno badato a queste parole di Bergoglio. In fondo le ha dette. E sono pure “scorrette”. In questa fase di frenesia, sono state però obliate. Il motivo di questo sbianchettamento, come di altre prese di posizione troppo poco “prog”, resta ignoto.

Image

Ci voleva davvero un Papa sudamericano a ricordare sia ai più giovani intervenuti alla Gmg di Rio, ma anche, e ovviamente, a tutto il mondo, che le droghe sono di per se un male: «Non è con la liberalizzazione delle droghe – ha detto Francesco, in visita all’ospedale São Francisco de Assis, specializzato nella cura delle tossicodipendenze – che si potrà ridurre la diffusione e l’influenza della dipendenza chimica». Parole inequivocabili, che reinseriscono la lotta alle tossicodipendenze tra le urgenze della predicazione pontificia. Una sentenza urlata, quasi con disperazione, che non poteva trovare podio migliore se non dalle “bassezze” desolanti di un luogo destinato alla cura della sofferenza umana.

Continua a leggere Ripartire dalla lotta alla Droga. La destra non sia indifferente al monito di Francesco

Israele. Da ora Playboy è anche in ebraico.

playboyisrael

Fernando M. Adonia – C’è un ebraico antico e un ebraico moderno. Un po’ come il latino con l’italiano. Stessa regola vale per il greco. I nostri cugini ellenici, oggi, non parlano mica alla stessa maniera di Platone e Aristotele. E neanche pensano più allo stesso modo. Nulla di strano, le lingue si evolvono. Anche in maniera diversa tra loro. Il caso dell’ebraico ha però una storia a sé. Poiché tra la diaspora del ’70 d.c. e la fondazione dello stato d’Israele, la lingua dei padri è rimasta in uso durante le sole funzioni religiose. Prima del 1948, gli ebrei nel mondo parlavano le lingue dei paesi d’accoglienza. Continua a leggere Israele. Da ora Playboy è anche in ebraico.

Il lume della “Ragione” contro le nozze gay in Francia

stampa10
Da “la Stampa” di Torino di oggi.

di Fernando M. Adonia – Che non si dica che sia soltanto una questione religiosa. La proposta di nozze gay promossa da monsieur Hollande colpisce (e affonda) lo stomaco della Francia. Ma anche la testa, se ovviamente con la testa vogliamo indicare il luogo dove ha sede la Ragione (c’è chi pensa che sia il cuore, ed ha, scusate il gioco, pure ragione). Scendono in campo pure i “giacobini”. Ed hanno Continua a leggere Il lume della “Ragione” contro le nozze gay in Francia

Tra tanti salotti, il più comodo è quello degli “ultimi”

salottodegliutlimi

di Fernando Massimo Adonia – Ci sono salotti e salotti. Primi nella lista ci sono quelli dei borghesi. Quelli dove, al di là di quello che si dice all’interno (spesso nulla), si vanno a sedere tutti coloro che credono di avere delle carte in più rispetto alla massa degli “altri”. E ne hanno pure il diritto: i più per motivi di ceto; altri poi perché hanno fatto fortuna, dimostrando sul campo che esiste ancora una aristocrazia del denaro nel senso più antico del termine. In fondo poi ci sono anche quelli che si sono conquistati uno spazietto in uno di quei tanto esclusivi salotti senza averne alcun diritto, per semplice-e-disumana fortuna. Puttane, lacchè, zerbini e peones: questa particolare, ma triste, fortuna è riservata a loro. Continua a leggere Tra tanti salotti, il più comodo è quello degli “ultimi”

Il mio augurio. Ultimo fra tanti ultimi. Uno dei tanti.

L’ augurio, il mio almeno, è agli ultimi. Che, anche se saranno i primi, su questa terra sono e restano in fondo alla fila. O in basso.  Ma questo è il nostro punto di vista. Lui (sì Lui) ha invece una visione diversa. Un punto di vista totalmente altro. Ma Lui, sempre Lui, si è fatto lo stesso carico di questa diversità. Sta a noi consolarci con questa differenza, che non è minima. Minimi siamo noi e Lui con noi.  Sta a noi meditare su di un mistero, quello dell’incarnazione, che ci rivela la con forza ricchezza della povertà e della sofferenza. I piani sono ribaltati. Nei pazzi, nei malati, nei poveri, ma anche nella tristezza del carcerato e nella solitudine del vincente, Dio, quello di Gesù Cristo e bambino, si rivela. Lui lo ha detto chiaramente: chi accoglie loro, accoglie me. La sfida é aprire la porta. La difficoltà é farsi travolgere da quel freddo. O meglio, lasciare quel caldo tepore di casa  fuggire via.  Quel caldo tanto rassicurante quanto l’ultimo talamo. Inevitabile sia per i ricchi che per i poveri.  La certezza e’ che sulla via dell’ autenticità, si va nudi, come l’ultimo di ogni luogo e tempo.