Il Silenzio del sabato Santo. Gesù scende agli inferi.

Descendit ad Inferos
Descendit ad Inferos

Non solo nel corpo. Ma anche nell’animo. Gesù sperimenta la totale distanza dal padre. Vive la morte nella sua pienezza. Si fa totalmente solidale col peccatore, accettando la radicalità della sua condizione.

“Come nella Egli fu solidale con i viventi, altrettanto lo fu nel sepolcro con i morti, laddove bisogna lasciare a questa “solidarietà” Continua a leggere Il Silenzio del sabato Santo. Gesù scende agli inferi.

Tra tanti salotti, il più comodo è quello degli “ultimi”

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di Fernando Massimo Adonia – Ci sono salotti e salotti. Primi nella lista ci sono quelli dei borghesi. Quelli dove, al di là di quello che si dice all’interno (spesso nulla), si vanno a sedere tutti coloro che credono di avere delle carte in più rispetto alla massa degli “altri”. E ne hanno pure il diritto: i più per motivi di ceto; altri poi perché hanno fatto fortuna, dimostrando sul campo che esiste ancora una aristocrazia del denaro nel senso più antico del termine. In fondo poi ci sono anche quelli che si sono conquistati uno spazietto in uno di quei tanto esclusivi salotti senza averne alcun diritto, per semplice-e-disumana fortuna. Puttane, lacchè, zerbini e peones: questa particolare, ma triste, fortuna è riservata a loro. Continua a leggere Tra tanti salotti, il più comodo è quello degli “ultimi”

Ricordando Benito Paolone

Un ritaglio. Quello qui sopra è con molta probabilità l’ultimo discorso pubblico di Benito Paolone. Al cortile Platamone (Palazzo della Cultura). Ad accompagnarlo c’è Fabio Fatuzzo. Ad ascoltarlo, oltre a centinaia di catanesi, Adolfo Urso e il segretario del pdl Agnelino Alfano. Ringraziò tutti, sopratutto chi ebbe il guizzo di portare l’allora Msi al governo. Ma valsero soprattutto le emozioni. Perché la sensazione lasciata fu spiazzante: anziché sembrare un discorso di commiato, quello di Paolone aveva tutto il sapore della chiamata alla battaglia. Continua a leggere Ricordando Benito Paolone

¡Viva Cristo Rey!

Messico. Tra il 1926 e il 1929 una parte della popolazione cattolica insorse e si armò contro il governo massonico ed anticlericale del presidente Plutarco Elías Calles, che aveva imposto una legge fortemente restrittiva per la libertà religiosa, chiamata Legge Calles. Una Vandea meso americana. Anch’essa poco raccontata sui libri di Storia. Continua a leggere ¡Viva Cristo Rey!

Leadership all’italiana.

Prima li amano, poi li accoltellano. Monetine, stauette, inchieste, disastri, caroselli e puttane. Il popolo d’Italia ama sè stesso. Nel senso strettissimo che ogni singolo ama solo se stesso, che poi quella somma coincida con l’Italia tutta è un accidente. Non c’è spazio per i leader. Cesare, Nerone, Gregorio VII, Benito e Bettino. La li sta è lunga. Danno fastidio, creano prurito. Non è un caso che sia stato un proprio un santo italiano a teorizzare il tirannicidio. Ma chi è però il tiranno? A questa risposta manca ancora una risposta condivisa. Intanto cala il fendente.

Hasta la vista, comandante Renzi!

Molti lo fischiano, altri lo detestano, qualcuno lo teme. Sbagliano tutti, tutti. Troppo giovane, troppo arcoriano, troppo twitteroso e rottamante? Poco Male. Se il partito comunista cinese, lo stesso che bandiva l’icona di Zio Paperone perchè diseducativa, si è convertito al capitalismo più immorale e sfernato, anche il Pd può fare uno sforzo in più per capire che gli italiani assomigliano più al lato peggiore di Berlusconi che a Bindi e Baffetto D’Alema. E dopo aver capito questo, accorgersi che Continua a leggere Hasta la vista, comandante Renzi!