Il tempo dei Nazi-euromani

Un anno di blog. Migliaia e Migliaia di pagine pagine lette. Non male per il blog di uno sconosciuto. Il tutto nacque a ridosso del 25 Aprile dello scorso anno. Un modo per resistere agli svarioni editoriali del tempo presente. Mettiamola così. Ma anche no. Questo è il tempo di nuove forze contro cui resistere. Continua a leggere Il tempo dei Nazi-euromani

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Tra il 25 Aprile e il 5 Febbraio? Noi scegliamo Agata!

di Fernando M. Adonia  da cataniapolitica.it

La festa di sant’Agata non si tocca. Punto! Sul calendario c’è scritto cinque febbraio? E lì si resta, con accanto il quattro e buona parte del sei. Senza dimenticare l’uscita della carrozza del Senato e i fuochi del tre. Con buon pace della produttività e con buona pace del governo. Non c’è vilipendio, ma Continua a leggere Tra il 25 Aprile e il 5 Febbraio? Noi scegliamo Agata!

Più realisti del Re

di Fernando M. Adonia

“Work will make you free”. Scritta che richiama sia nei  contenuti che nella grafica quella che sadicamente accoglieva i forzati nel campo di Auschwitz. Ieri è stata apposta nel popoloso quartiere Pigneto di Roma dal “comitato no morti sul lavoro” per denunciare appunto un dramma che ha delle dinamiche sicuramente differenti da quelle della shoa, ma che lo stesso uccide. Continua a leggere Più realisti del Re

Facciamo del “25 Aprile” la festa della libertà

di Fernando M. Adonia da www.fascinazione.tk

Il rischio è di scrivere qualcosa di inutile. E allora non leggete. Ma il rischio è anche di scrivere qualcosa che potrebbe non piacere a tutti. E allora che si fa, si sta zitti? No, non conviene. E allora diciamola: Basta con “l’anti 25 Aprile”!  Che non significa  dire “Viva!”.Tutt’altro. Una festa di libertà dovrebbe  in primo luogo creare unità. Può dunque la memoria di una guerra partigiana -quindi di “parte”- creare sintonia e sintesi? Sembra una contraddizione in termini. E non solo, anche perché la Storia dice altro.  Appunto perché una buona fetta della nazione italiana non si è mai riconosciuta in quei fasti. L’Italia “alta” ne dovrebbe prendere atto. Ma anche gli sconfitti, però, se ne dovrebbero fare una ragione. La guerra è persa e le generazioni sono passate. Continua a leggere Facciamo del “25 Aprile” la festa della libertà