Idee sui fatti di oggi, ma pensati in un altro momento. Su Enzo Bianco, Catania, la violenza e il troppo sangue degli ultimi tempi

Bianco

(di FMA) C’è che Catania, tutta d’un tratto, si scopre una città violenta. Di una violenza non più provinciale ma metropolitana. Continua a leggere Idee sui fatti di oggi, ma pensati in un altro momento. Su Enzo Bianco, Catania, la violenza e il troppo sangue degli ultimi tempi

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Tra tanti salotti, il più comodo è quello degli “ultimi”

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di Fernando Massimo Adonia – Ci sono salotti e salotti. Primi nella lista ci sono quelli dei borghesi. Quelli dove, al di là di quello che si dice all’interno (spesso nulla), si vanno a sedere tutti coloro che credono di avere delle carte in più rispetto alla massa degli “altri”. E ne hanno pure il diritto: i più per motivi di ceto; altri poi perché hanno fatto fortuna, dimostrando sul campo che esiste ancora una aristocrazia del denaro nel senso più antico del termine. In fondo poi ci sono anche quelli che si sono conquistati uno spazietto in uno di quei tanto esclusivi salotti senza averne alcun diritto, per semplice-e-disumana fortuna. Puttane, lacchè, zerbini e peones: questa particolare, ma triste, fortuna è riservata a loro. Continua a leggere Tra tanti salotti, il più comodo è quello degli “ultimi”

Io, giornalista precario discriminato per motivi politici.

Nota personale a margine di un brutto episodio di discriminazione politica subita ai danni dell’uomo e del giornalista Fernando Massimo Adonia intento nel suo lavoro di cronaca per LiveSiciliaCatania durante una manifestazione sindacale.

Sì, di destra. La mia formazione politico-culturale è quella. Lì ho imparato ad apprezzare il senso profondo della libertà, della giustizia e della solidarietà. Ma anche il rispetto dell’ altro e la poesia delle diversità. La mia è una destra sociale, popolare, e non razzista. E in tutta buona fede, ne vado fiero.

Mi si accusa di simpatizzare per lo Spazio Libero Cervantes, ma sarebbe un crimine non farlo. Visto il grande lavoro di questi ragazzi, che hanno ridato vita ad un posto abbandonato all’incuria dalle istituzioni. Anche questo va’ detto. Anche questo è il mio bagaglio.

A destra ho avuto modo d’incontrare alcuni “giganti” verso i quali ho ancora un debito di riconoscenza incalcolabile. J.R.R. Tolkien, Julius Evola, Massimo Fini, Marcello Veneziani, Giovanni Papini, René Guenon, Donoso Cortés, Platone, Bobby Sands, Malcolm-X, Alain De Benoist, C. S, Lewis, Gomez Davila, Massoud, Chuck Palanhiuk. E infine, il Vangelo di Gesù Cristo. Ma quella è un’altra storia.

A destra ho incontrato tanti piccoli-grandi maestri che mi hanno indicato una strada certa. I ragazzi di Palermo che mi hanno aiutato a comprendere il senso profondo del martirio di Paolo Borsellino, un’ icona davanti alla quale tutti dovremmo inchinarci. Il compianto Benito Paolone, che mi ha trasmesso la dignità di “poter camminare alla luce del sole”. L’amico Antonio Ragusa, anche lui scomparso, che mi ha fatto conoscere invece la persona di Beppe Alfano, un ordinovista con la passione per il giornalismo e la verità. Continua a leggere Io, giornalista precario discriminato per motivi politici.

Catania. Pacco sospetto davanti alla posta di Via Etnea. Artificieri in azione.

Le foto sono state diffuse su twitter alle 16.20 dal giornalista catanese Carlo Lo Re. Ore 17.00. Secondo le prime valutazioni degli artificieri non risulta esserci alcuna traccia di polvere da sparo o esplosivo, ma un testo di agraria. Ecco il racconto di Salvo Catalano su La Repubblica edizione di Palermo ” Un pacco sospetto, appoggiato alla buca esterna per le lettere dell’Ufficio Postale centrale di via Etnea, a Catania, ha fatto scattare i controlli da parte di carabinieri e artificieri. Per oltre un’ora la zona e’ rimasta presidiata per tenere alla larga i curiosi, ed il tratto di via Etnea, all’altezza della Villa Bellini, e’ stato chiuso al traffico. Davanti al presunto pacchetto esplosivo gli artificieri hanno piazzato un cannoncino ad acqua: uno strumento ad alta pressione che serve a rompere l’involucro senza innescare eventuali esplosioni. Una volta aperto il pacco, gli artificieri hanno scoperto che all’interno c’era un testo di agraria. L’allarme era stato lanciato da alcuni passanti che avevano notato il pacchetto abbandonato sopra una buca delle lettere, insospettendosi.”

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L’ottava si S. Agata. La scommessa sui devoti “veri”.

di Fernando M. Adonia da http://www.cataniaoggi.com

«Semu sempre a Catania!». É davvero un fastidio sentirla ripetere. Quasi da orticaria. Sentenza pessima che se potesse essere tolta dal frasario comune ne trarremmo tutti un grandissimo giovamento. Poche espressioni sono tanto cariche di pessimismo e cialtroneria quanto questa. In una frase si condensa tutta la pigrizia e la disillusione catanese. E già. Ogni qualvolta che qualcosa non va nella giusta direzione, ci si auto flagella con l’onta indelebile dell’appartenenza a Catania. Come se la città del vulcano fosse per antonomasia il luogo del disfatto, dell’inconcludenza e del pressappochismo. Continua a leggere L’ottava si S. Agata. La scommessa sui devoti “veri”.

Appunti sulla parata della Carrozza del Senato. Catania: Orgoglio, declino e Bellezza. Qualche consiglio.

Non possiamo non dirlo: la sfilata della Carrozza del Senato e il dono dei ceri a S. Agata del 3 Febbraio a Catania, ha un ché di oggettivamente Bello. Si, proprio con la “b” maiuscola. Appunto perché questa parola, aggrappandoci a suggestioni di carattere platonico, si riconnette direttamente  alla sublime idea del Bello in sè. Vedere centinaia di stendardi sventolare al vento e luccicare al sole, non può lasciare indifferenti. No, non può! Sopratutto a chi, nell’anima, ha la percezione che in un certo qual modo  la “forma è sostanza”. Continua a leggere Appunti sulla parata della Carrozza del Senato. Catania: Orgoglio, declino e Bellezza. Qualche consiglio.