Mafia Capitale. Non stracciatevi le vesti. Un invito agli amici di destra.

Double_faceCupola Mafia. Cupola Nera, che poi è anche un po’ rossa. Francamente… Non me ne frega nulla. Lo schifo si condanna da sé. Non ha bisogno di riflessioni ulteriori, di commenti smielati o delle lacrime da fanciulla tradita. Continua a leggere Mafia Capitale. Non stracciatevi le vesti. Un invito agli amici di destra.

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Ripartire dalla lotta alla Droga. La destra non sia indifferente al monito di Francesco

Appunti persi. Chiamiamoli scorci d’estate. Una piccola pagina mai pubblicata, ma che torna alla mente per un motivo ben  preciso: in pochi hanno badato a queste parole di Bergoglio. In fondo le ha dette. E sono pure “scorrette”. In questa fase di frenesia, sono state però obliate. Il motivo di questo sbianchettamento, come di altre prese di posizione troppo poco “prog”, resta ignoto.

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Ci voleva davvero un Papa sudamericano a ricordare sia ai più giovani intervenuti alla Gmg di Rio, ma anche, e ovviamente, a tutto il mondo, che le droghe sono di per se un male: «Non è con la liberalizzazione delle droghe – ha detto Francesco, in visita all’ospedale São Francisco de Assis, specializzato nella cura delle tossicodipendenze – che si potrà ridurre la diffusione e l’influenza della dipendenza chimica». Parole inequivocabili, che reinseriscono la lotta alle tossicodipendenze tra le urgenze della predicazione pontificia. Una sentenza urlata, quasi con disperazione, che non poteva trovare podio migliore se non dalle “bassezze” desolanti di un luogo destinato alla cura della sofferenza umana.

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Io, giornalista precario discriminato per motivi politici.

Nota personale a margine di un brutto episodio di discriminazione politica subita ai danni dell’uomo e del giornalista Fernando Massimo Adonia intento nel suo lavoro di cronaca per LiveSiciliaCatania durante una manifestazione sindacale.

Sì, di destra. La mia formazione politico-culturale è quella. Lì ho imparato ad apprezzare il senso profondo della libertà, della giustizia e della solidarietà. Ma anche il rispetto dell’ altro e la poesia delle diversità. La mia è una destra sociale, popolare, e non razzista. E in tutta buona fede, ne vado fiero.

Mi si accusa di simpatizzare per lo Spazio Libero Cervantes, ma sarebbe un crimine non farlo. Visto il grande lavoro di questi ragazzi, che hanno ridato vita ad un posto abbandonato all’incuria dalle istituzioni. Anche questo va’ detto. Anche questo è il mio bagaglio.

A destra ho avuto modo d’incontrare alcuni “giganti” verso i quali ho ancora un debito di riconoscenza incalcolabile. J.R.R. Tolkien, Julius Evola, Massimo Fini, Marcello Veneziani, Giovanni Papini, René Guenon, Donoso Cortés, Platone, Bobby Sands, Malcolm-X, Alain De Benoist, C. S, Lewis, Gomez Davila, Massoud, Chuck Palanhiuk. E infine, il Vangelo di Gesù Cristo. Ma quella è un’altra storia.

A destra ho incontrato tanti piccoli-grandi maestri che mi hanno indicato una strada certa. I ragazzi di Palermo che mi hanno aiutato a comprendere il senso profondo del martirio di Paolo Borsellino, un’ icona davanti alla quale tutti dovremmo inchinarci. Il compianto Benito Paolone, che mi ha trasmesso la dignità di “poter camminare alla luce del sole”. L’amico Antonio Ragusa, anche lui scomparso, che mi ha fatto conoscere invece la persona di Beppe Alfano, un ordinovista con la passione per il giornalismo e la verità. Continua a leggere Io, giornalista precario discriminato per motivi politici.

Sessant’anni di un Secolo d’Italia

Sessant’anni. Si scrive 60 ma si legge 100. Il Secolo vuole due zeri dopo l’uno. Non può che essere così. E ci arriveremo. E’ solo una questione di tempo. Che questo “libro” sia dunque di gran auspicio allo storico giornale dell’Msi prima di An poi e di una comunità che continuerà a esistere oltre  alle sigle e ai contenitori. Continua a leggere Sessant’anni di un Secolo d’Italia