Un sano e scorretto ritorno alla volgarità (cioè al popolo)

Mai come in questo Europeo le tensioni in campo hanno fatto da tornasole alle scaramucce tra stati sovrani. Bene che sia così. Di guerre non se ne fanno più e non se ne può neppure parlare. E’ il segno dei tempi. Gli sbarchi di oggi si chiamano guerre speculative. Che attenzione però, di vittime ne mietono lo stesso. E non è un sofisma di linguaggio. La crisi di oggi è crisi vera, esistenziale. Cappio al collo e corda tesa. Non è come quando si decise sul tavolo del consesso dei paesi perbene di chiamare i ministeri della guerra in ministeri della difesa. Continua a leggere Un sano e scorretto ritorno alla volgarità (cioè al popolo)

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Germania – Grecia: Io tifo per gli ultimi.

Forse meno bravi. Sicuramente meno squadra. Certamente meno “tecnici”. Ma tifiamo per loro. E vi diciamo il perché. Perché i colori della loro bandiera sono più allegri. Perché i greci sono caciaroni. Meridionali quanto basta. Mediterranei nel sangue. Simili ai siciliani sotto tanti aspetti, sopratutto nei vizi. Ma anche nelle virtù: vogliano bene a mamma e papà! Fieri e “sbracati”. Non giudicano. Non ce l’hanno con gli italiani. Non hanno complessi antiromani. Non sono puntuali.  Non si sentono superiori. Non hanno la puzza sotto il naso. Sono un po’ pazzi. Hanno un parlamento che ricorda il puzzle delle idee. Perché senza Eraclito Hegel avrebbe fatto il bidello a Yena. Perché poi non sono austeri. Lasciano l’austerità nelle mani dei preti, come è giusto che sia. Hanno il Monte Athos, un piccola porzione di paradiso in terra (ingresso rigorosamente vietato alle donne). Mettiamoci pure che già la Germania ha vinto tre coppe Europa e tre coppe del Mondo. Troppe! Aggiungiamo in oltre che ci piacciono le sorprese. E solo le ‘piccole’ possono darcele. Tifiamo per la Grecia perché so già che la faccia della Merkel sarà nera come il carbone. E m’immagino già un titolo scorrettissimo su di lei su Libero o su Il Giornale. Cose dal morire da ridere. E poi, per rimanere sempre su temi europei, se si vuole davvero lasciare la Grecia dentro l’area Euro, iniziare da Euro 2012 sarebbe già di buon auspicio.

fernando massimo adonia