Julius Evola. Un pensiero per l’età oscura.

Evola_copertina

Dalla quarta di copertina. Tradizione integrale, magia e politica. C’è un filo rosso, un interrogativo, che fa da sfondo all’intera opera di Julius Evola: nell’età moderna o – per dirla con le stesse parole del barone romano – nel Kali Yuga, l’età oscura, come può l’uomo accedere alla realizzazione spirituale? Tutte le sfaccettature del personaggio evoliano, dal pittore dada al teorico dell’individuo assoluto, dallo studioso della spiritualità originaria al filosofo della contestazione, sono il tentativo di rispondere a tale quesito. Il pensatore Evola ha sempre riposto nel soggetto, nell’«Io», il cardine della propria ricerca ideale. Dagli anni giovanili, segnati dalla personalissima ricezione dell’idealismo tedesco, che ha portato alla stesura della Teoria e fenomenologia dell’individuo assoluto; fino all’elaborazione del profilo “dell’individuo differenziato” di Cavalcare la Tigre. In questo percorso la speculazione evoliana è stata arricchita dallo studio di alcune delle grandi correnti dell’esoterismo tradizionale che ne hanno influenzato il pensiero. Un viaggio metafisico tra Oriente e Occidente. Attraverso il buddismo delle origini, la dottrina dei Tantra, la ricerca del sacro Graal e la via ermetica. Sforzi che aggiungono alla personalità di Julius Evola una sfaccettatura ulteriore, quella di storico del pensiero esoterico. Tratto ancora poco esplorato dagli studiosi del filosofo tradizionalista.

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“R” come ratzingeriano

Papa Francesco e il vescovo di Roma emerito, Benedetto XVI, in un momento di preghiera comune.
Papa Francesco e il vescovo di Roma emerito, Benedetto XVI, in un momento di preghiera comune.

Ratzingeriano, s.m. – Colui che prende come punto di riferimento o come spunto di riflessione intellettuale l’opera teologica di Joseph Ratzinger e/o l’azione pastorale di papa Benedetto XVI. Il ratzingeriano crede in primo luogo che la continuità sia il vero criterio interpretativo dell’intero magistero ecclesiale, Vaticano II compreso. Il lettore di Ratzinger pensa inoltre che tra Continua a leggere “R” come ratzingeriano

Wembley in una stanza. Ma anche in una putìa. Stasera al Durden.

Wembley in una stanza

C’era una volta l’Italia in bianco e nero. Forse non era né più bella né migliore di quella di oggi, ma quelle vecchie immagini un po’ sbiadite ancora affascinano e suscitano una grande nostalgia. Continua a leggere Wembley in una stanza. Ma anche in una putìa. Stasera al Durden.

Io, giornalista precario discriminato per motivi politici.

Nota personale a margine di un brutto episodio di discriminazione politica subita ai danni dell’uomo e del giornalista Fernando Massimo Adonia intento nel suo lavoro di cronaca per LiveSiciliaCatania durante una manifestazione sindacale.

Sì, di destra. La mia formazione politico-culturale è quella. Lì ho imparato ad apprezzare il senso profondo della libertà, della giustizia e della solidarietà. Ma anche il rispetto dell’ altro e la poesia delle diversità. La mia è una destra sociale, popolare, e non razzista. E in tutta buona fede, ne vado fiero.

Mi si accusa di simpatizzare per lo Spazio Libero Cervantes, ma sarebbe un crimine non farlo. Visto il grande lavoro di questi ragazzi, che hanno ridato vita ad un posto abbandonato all’incuria dalle istituzioni. Anche questo va’ detto. Anche questo è il mio bagaglio.

A destra ho avuto modo d’incontrare alcuni “giganti” verso i quali ho ancora un debito di riconoscenza incalcolabile. J.R.R. Tolkien, Julius Evola, Massimo Fini, Marcello Veneziani, Giovanni Papini, René Guenon, Donoso Cortés, Platone, Bobby Sands, Malcolm-X, Alain De Benoist, C. S, Lewis, Gomez Davila, Massoud, Chuck Palanhiuk. E infine, il Vangelo di Gesù Cristo. Ma quella è un’altra storia.

A destra ho incontrato tanti piccoli-grandi maestri che mi hanno indicato una strada certa. I ragazzi di Palermo che mi hanno aiutato a comprendere il senso profondo del martirio di Paolo Borsellino, un’ icona davanti alla quale tutti dovremmo inchinarci. Il compianto Benito Paolone, che mi ha trasmesso la dignità di “poter camminare alla luce del sole”. L’amico Antonio Ragusa, anche lui scomparso, che mi ha fatto conoscere invece la persona di Beppe Alfano, un ordinovista con la passione per il giornalismo e la verità. Continua a leggere Io, giornalista precario discriminato per motivi politici.

Scandalizzarsi è un diritto

Si terrà domani, venerdì 30 marzo, alle ore 19.00, presso i locali dell’associazione culturale “Durden”, in via San Gaetano 22, l’incontro con il giornalista e saggista Marco Iacona dal titolo “Scandalizzarsi è un diritto”. A intervistarlo sarà Fernando M. Adonia. Al centro del dibattito ci sarà Continua a leggere Scandalizzarsi è un diritto