Il suicidio al tempo della crisi. Ovvero, “distruzione in porzione singola”

fuoco

di Fernando M. Adonia – “S” come suicidio. (s.m). O anche: ammazzarsi, togliersi la vita, farla finita, autodistruzione, salto nel vuoto, gesto terribile, gesto irreparabile, la stessa fine di Giuda, un tabù, meglio-non-parlarne.  Nei fatti l’esito di questi gesti è sempre  uguale a sé stesso: la morte. Continua a leggere Il suicidio al tempo della crisi. Ovvero, “distruzione in porzione singola”

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Stiamo morendo

Si muore di lavoro… E sul lavoro. Si muore per le troppe tasse. Per le poche garanzie. Ma anche per le troppe. L’aria è veleno e la terra pure. Ogni prospettiva degna di ottimismo si traduce in debiti contratti con le fabbriche del denaro: banche, finanziarie, borse e assicurazioni. Illusioni e disillusioni che poi portano alla tomba e nel nulla. Consumare, consumare, comprare. Vivere oltre le proprie possibilità, pavoneggiando sopra auto tronfie di vanità, che non regalano neanche un secondo in più di vita. Nonostante le tante prospettive di una felicità vissuta nella velocità. Ma lo schianto è dietro l’angolo. Questa è Continua a leggere Stiamo morendo

L’Italia sull’orlo del suicidio

Quello della crisi  di nervi è già stato superato da tempo. Il nuovo orlo è proprio il suicido, il baratro più atroce entro il quale la mente umana rischia di franare. Col suicidio crolla ogni velleità razionalizzante e sorgono degli interrogativi agghiaccianti. Dall’inizio della Grande crisi, la tempesta finanziaria, si è ormai perso il conto degli imprenditori, artigiani, commercianti e operai che si sono tolti la vita o

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